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Le Storie

Torre Angela, Torre Gaia, Tor Tre Teste, Tor Bella Monaca, Torre Spaccata, Spinaceto, Pomezia, Tivoli, Guidonia, Villalba, Cave, Ladispoli e via allontanandosi. Vengono sempre dalle periferie disagiate o dai comuni limitrofi i detenuti che incontriamo a Rebibbia e a Regina Coeli.
E ogni volta che si siedono e si presentano, un po’ timidi o un po’ guasconi, sdrucinati perché non hanno altro oppure acchittati grazie alla mamma che si è precipitata a portare una camicia stirata, con un bel sorriso provato prima del colloquio o con la bocca serrata per nascondere i denti caduti, insomma ogni volta che qualcuno comincia a raccontarsi mi chiedo se la sua vita in un contesto diverso sarebbe stata diversa. E mi rispondo sì, certo, ovvio.
Martedì a sorpresa è arrivato uno di Roma-Roma: F. di via Oderisi da Gubbio, nato nel 1974, carcerato dal 2017, fine pena 2024. A casa lo aspettano madre e sorelle e appena gli ho chiesto se era fidanzato ha detto no ed è arrossito, quanto mi odio quando mi impiccio. F. è meccanico di moto ed elettricista, ha la patente per il trattore e nessun motore lo spaventa, nessun motore ha segreti per lui.
Carlo Belotti, titolare dell’autofficina Belotti Powers sulla Nomentana, parlando con F. ne ha ben capito le skills, come dicono quelli colti, e poco fa ci ha inviato una proposta di lavoro: dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18 con un’ora e mezzo di pausa pranzo. Due mesi di contratto per dimostrare le proprie qualità umane e professionali vanno più che bene. Grazie Carlo e grazie Clelia Magnolini che me lo hai presentato.
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