”L’Associazione Seconda Chance è un ponte su cui puoi attraversare i confini”. Così ha detto P. che, proprio in questi giorni, ha raggiunto la soglia dei trent’anni “di branda” – come si dice nel gergo carcerario -, per un fine pena mai stato comminato quando era poco più che un ragazzino. Negli anni, P. ha studiato, si è laureato, ha dimostrato sempre buona condotta e fatto piccoli lavoretti a tempo determinato in regime di semilibertà. Fino a poco tempo fa, però, non aveva mai pensato realmente ad un futuro, malgrado avesse anche maturato gli anni necessari per chiedere la liberazione condizionale. Si era ormai convinto di non poter cancellare lo stigma del reato commesso, di dover essere trattato da detenuto per tutta la vita. Quante volte mi ha detto: “Non importa se ti presenti bene, se hai fatto un lungo percorso di ravvedimento.. quando si ha notizia del tuo passato le buone impressioni svaniscono e le opportunità cadono. Come posso credere e investire in un futuro diverso?”
E invece si sbagliava, perché oggi può farlo. Con Seconda Chance e il supporto instancabile dell’area educativa della CC La Dogaia, un anno fa gli abbiamo organizzato un colloquio di lavoro con Nova Fides, impresa tra le più importanti del settore tessile di Prato. Il titolare Claudio Calabresi, che da subito ha creduto in lui superando ogni pregiudizio, lo ha accolto tra i suoi e da qualche mese lo ha assunto a tempo indeterminato.
“La soddisfazione di poter contribuire agli obiettivi di un’impresa affermata, di essere finalmente considerato per il mio impegno come lavoratore al pari degli altri mi ha restituito dignità. Per me questo contratto di lavoro rappresenta un motivo per vivere la libertà”.