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Porto

Primo giorno di lavoro per F. di Minturno, classe 2001, finora impiegato del Reparto Pacchi del Nuovo Complesso di Rebibbia. Davide Buccioni lo ha scelto per Porto a via Crescenzio, uno dei suoi ottimi locali di pesce, perché il giorno del loro incontro F. gli ha raccontato di aver frequentato per due anni l’Alberghiero di Formia e di aver già lavorato in diversi ristoranti. Durante il colloquio l’ispettore Silvano, caporeparto del G8, ha aggiunto che F. pur essendo giovanissimo non solo non ha mai creato problemi ma si è sempre dimostrato volenteroso e con un comportamento esemplare. Grazie Davide Buccioni per la fiducia.

Nespresso

Siamo orgogliosissimi di questa nuova partnership, il dialogo avviato con la direttrice delle HR Simona Liguoro (grazie Giovanna D’Alessio) è stato remunerativo. Nelle carceri di Monza e di Opera si sono tenuti i colloqui per identificare due figure professionali per le boutique dell’area milanese. Le manager di Nespresso hanno parlato, ascoltato, intervistato, valutato, e a stretto giro ci comunicheranno i nomi dei prescelti.
Brindiamo con un buon caffè all’ adesione di Nespresso al nostro progetto e brindiamo anche all’arrivo di Diego Rancati, il delegato di SC per la Lombardia, la cerniera che congiungerà aziende e istituti di pena della regione, tutti insieme verso lo stesso obiettivo: aiutare i detenuti a reinserirsi nella società grazie alle mani tese da imprenditori interessati – anche, perché no ? – a risparmiare sul costo del lavoro.

TSG Group

Seconda Chance nel carcere di Bollate. Per merito di Radio Carcere di Riccardo Arena, che a maggio parlò del nostro progetto, ci ha contattato Carlo Carnelli di TSG Group, azienda di servizi leader nel settore della mobilità tradizionale e delle energie rinnovabili.
TSG ha più sedi al centro nord e cercava alcune figure per quella di Garbagnate Milanese. Il coordinatore dell’area educativa di Bollate, Roberto Bezzi, ieri ha portato ai colloqui sette detenuti corrispondenti ai requisiti indicati.
Tre di loro sono risultati idonei: uno per il commerciale, uno come tecnico per il laboratorio di elettronica, uno (un giovane e brillante architetto) per mansioni ancora da definire.
È una grande soddisfazione per SC piantare una bandierina in un istituto del livello di Bollate. Grazie ing. Carnelli per la fiducia ??

Luzzi al Colosseo

Oggi A. ha cominciato a lavorare da Luzzi, trattoria storica sempre piena di romani e di turisti. Luciano Luzzi, con la barba bianca, è amico di Gabriella Stramaccioni, l’insuperabile garante dei detenuti di Roma. Ed è stata lei (grazie Gabri) a presentarmelo e quindi a procurare questo ennesimo inserimento, che qui non è il primo nè l’ultimo. Oltre ai camerieri E. ed A. sono in arrivo da Rebibbia un lavapiatti e un pizzaiolo.
A. ha 31 anni, è di Anzio, ha una pena lieve – è entrato sei mesi fa e finirà l’anno prossimo – ha fatto il benzinaio, il macellaio e il calciatore nell’Anziolavinio. Ai colloqui del 23 maggio ci disse che voleva tanto rimettersi in carreggiata: “Qualunque lavoro va bene”
Direi che questo va benissimo, grazie Luciano ? Prima mi ha fatto piacere sentirti contento della novità

A.N.B.I. Lazio

A metà marzo R. ha cominciato a lavorare come operaio nel Consorzio di Bonifica Litorale Nord con un contratto di 4 mesi.
E proprio mentre la scadenza si avvicinava e cresceva l’apprensione di R. che è un tipo perfino più ansioso di me, il direttore del Consorzio, Andrea Renna (sempre grazie) gli ha prorogato il contratto. Mi ha detto che caposquadra e compagni erano entusiasti del nuovo acquisto sotto ogni profilo.
Fino al 31 dicembre R. continuerà a farsi il mazzo in fondo alle buche e in mezzo al fango tra Maccarese e Tarquinia, sempre contento e sorridente. Poi dopo Capodanno Dio vede e provvede, per ora siamo soddisfatti così.

La Playa (Pescara)

Ed ecco finalmente A. con Lorenzo Lemme, che avendo portato a La Playa questo giovane detenuto ha risparmiato sul costo del lavoro sfruttando la legge Smuraglia e ha aiutato una persona diversa da quella che commise reati anni fa.
A Rebibbia in marzo A. ci raccontava delle lontane stagioni da aiuto cuoco sulla riviera romagnola e su quella abruzzese, dove vivono la compagna e i figli piccoli. Colpiti da questo 29enne marocchino con ottime capacità culinarie e con occhi buoni e tristi, Adele De Quattro e Lorenzo Giacco chiesero di assumerlo all’ Osteria degli Avvocati, non immaginando che una settimana dopo il loro incontro il ragazzo sarebbe stato trasferito a Pescara.
E così, immaginando la delusione di A. per l’occasione sfumata a Roma, cominciai a cercargli un lavoro a Pescara dove non conosco praticamente nessuno. Ma il tam tam diede i suoi frutti e grazie a Marina Criscenti a Sabrina Albanesi e a Giuseppe Volpe Giuseppe Fox arrivai a sentire e a convincere il proprietario di questo rinomato stabilimento balneare con ristorante, gelateria e pizzeria.
Oggi sono un ricordo le goccioline di sudore che quando certo non faceva caldo scendevano dalla fronte di A. per fermarsi sulla mascherina, le sue mani che si contorcevano mentre a testa bassa diceva di aver passato la notte in bianco per la tensione dei colloqui.
Grazie Lorenzo Lemme, abbiamo perseguito e raggiunto l’obiettivo in tandem pur senza esserci mai visti di persona. C’è ancora più gusto.

Istituto Superiore di Sanità

Il direttore generale Andrea Piccioli un anno e mezzo fa mi ha detto di sì senza esitazione, e quindi tre detenuti di Rebibbia dal 3 novembre 2021 lavorano all’ ISS facendo manutenzione e molto altro.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’efficienza del capo HR Rosa Martoccia e del capufficio stampa Mirella Taranto . Portare avanti certi discorsi con la pubblica amministrazione può essere logorante, deprimente. E spesso si parla di burocrazia per giustificare sciatteria, inettitudine e fancazzismo.
Se però becchi gente smart, le cose marciano eccome. Per mia fortuna all’Istituto Superiore di Sanità ho trovato solo eccellenze, persone sensibili e di spessore, professionisti che nonostante fossero alle prese con l’emergenza della pandemia hanno trovato il tempo per salvare la vita, in altro modo, anche a G. A. e P.
Grazie in eterno mio carissimo Andrea Piccioli, anche per queste parole.

Angelo alla Cupola

F. ha 29 anni, è del Mali e ha appena finito di espiare la sua pena. Un mese fa ci è stato presentato come una persona semplice, umile, affidabile, talmente buona da essere incapace di reagire ai soprusi. Un giorno in carcere un energumeno pazzo gli ha dato senza motivo un pugno in faccia talmente forte che F. è stato malissimo per mesi e sembrava che avesse perso un occhio.
A metà giugno appena libero si è presentato da Angelo Bartolomeo che avendolo conosciuto ai colloqui gli aveva promesso un lavoro subito dopo la scarcerazione. Così è stato.
Ora F. fa il lavapiatti e ha recuperato la sua serenità. Nessuno lo picchia più all’improvviso e a tradimento. E ogni giorno assaggia i piatti migliori di Angelo alla Cupola, altro che le sbobbe (con tutto il rispetto ?) del G6 di Rebibbia

Duecentogradi

. A piazza Risorgimento 3 si mangiano i panini più buoni di Roma. Nel 2018 L. faceva il cameriere lì, ma l’anno dopo ha commesso un reato ed è stato arrestato. Nel 2020 lo hanno scarcerato ed è rientrato al lavoro fino a 4 mesi fa, quando è andato definitivo ed è tornato dentro.
A Rebibbia L. ha saputo di SECONDA CHANCE e mi ha fatto chiamare dalla sua ragazza, Federica, che ha voluto conoscere i vantaggi economici del progetto per poterli riferire al titolare del locale.
E ora è arrivata la richiesta di assunzione per L. come addetto al banco per trenta ore settimanali, per sei giorni su sette, per sei mesi. È sorprendente un datore di lavoro come Mirko Napolitano, che pure se hai sbagliato ti apre le braccia per due volte.
L. l’ho visto in carcere giovedì scorso, sorridente e fiducioso. Ha 31 anni, è nato e cresciuto al Quartaccio, prima di questa esperienza ha lavorato sempre nei ristoranti, poi ha aperto una sala scommesse che purtroppo non ha funzionato. Daje che sta scommessa invece la vinciamo e appena torni da Duecentogradi festeggiamo con un bel panino.

Tre Colli

Per una serie di circostanze nei mesi scorsi non ero riuscita ad accontentare il titolare della Tre Colli, storica azienda biologica nel cuore della Sabina romana. Ero a disagio perché Adolfo Renzi aveva perso tempo e temevo mi giudicasse inaffidabile, per me l’onta peggiore. Quindi che soddisfazione quando ha accettato di tornare a Rebibbia da Montelibretti per incontrare cinque potenziali braccianti agricoli.
Oggi mi ha comunicato di voler provare M. nigeriano, 45 anni, detenuto da tre, fine pena tra dieci mesi. M. faceva il meccanico a Grotte Celoni, in carcere ha cominciato a lavorare come volontario e adesso fa le pulizie in matricola, un posto delicato. È saggio e ragionevole, sa mediare tra i vari gruppi di africani quando il clima si fa teso. Però è triste, anzi distrutto.
Da tempo l’ex moglie non gli dà notizie dei figli di 6 e 10 anni, prima erano in casa famiglia, ora chissà. E lui soffre e si dispera tutto il giorno, una volta è riuscito a ottenere un permesso per andare a chiedere informazioni al Tribunale dei Minori, ma non ha concluso niente.
Non oso pensare a come debba essere vivere nell’impossibilità di sapere dove sono e come stanno i propri bambini. Uscire per lavorare sarà un toccasana per M. Grazie Adolfo per aver voluto proprio lui per la tua azienda bella e buona.

Uniq

Da oggi D. fa l’aiuto cuoco da Uniq, dove si può mangiare bene assistendo a eventi culturali di vario genere, originali, sempre di qualità.
D. ha 27 anni e un figlio di 4, arriva da via Roberto Malatesta, è detenuto dal 2019. È un ragazzetto sveglio e simpatico, al colloquio portava una camicia blu piena di farfalle colorate e tra me e me sperai che gli portassero fortuna. Viene da una famiglia di lavoratori, con la famiglia dell’ex fidanzata ha gestito un bar con forno e laboratorio di pasticceria a Roma est. “Poi loro hanno venduto l’attività, mi sono trovato spiazzato e ho fatto la scelta più stupida”.
Quel giorno il caporeparto del G8, l’ispettore Cinzia Silvano, ci spiegò: “Nonostante la giovane età D. non ha mai creato problemi, è serio ed educato, ha fatto un percorso di consapevolezza, il tempo del carcere non gli è passato invano.”
Il tempo del carcere gli sarebbe scaduto nel 2025, ma il titolare di Uniq ha voluto accorciarglielo. Grazie Fabio Marazzi, in primavera mi ha colpito il tuo voler tornare a Rebibbia per un secondo giro di colloqui con un gruppo di candidati ancora più ristretto. Le scelte ponderate sono le migliori. E grazie Sonia Fgm : quando sono entrata da Uniq per proporvi di risparmiare sulle tasse assumendo un detenuto mi hai accolto con un bel sorriso, e dopo che ho spiegato il progetto quel sorriso si è allargato: “Ma certo !”
Diciamo che non mi capita spesso.

Osteria degli Avvocati

La magia di un’intesa la cogli da uno sguardo, e l’empatia tra lo chef e il suo aiutante balza subito agli occhi, nel primo giorno di lavoro di F. in questo posto superchic attaccato a San Pietro.
L’Osteria degli Avvocati è il ristorante che prima di tutti e più di tutti ha creduto nel mio progetto, mostrando aperture e disponibilità verso qualunque situazione. E oggi la fantastica Adele De Quattro e il grande cuoco Lorenzo Giacco (grazie Paolo Tre P Proietti che me li hai presentati) sono certi di aver trovato la persona giusta: F. ha 51 anni, abita a don Bosco e prima del carcere aveva un forno vicino alla Regione Lazio.
È un uomo mite che sa adeguarsi alle circostanze e lavorava al bar della polizia penitenziaria dentro al Nuovo Complesso mentre aspettava con rassegnazione il fine pena nel 2023. Da oggi…tutta vita !
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