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Sostegno

SECONDA CHANCE comincia a contare su un discreto sostegno, non mi sento più sola, che sollievo. Oltre ad Alessandra Ventimiglia Pieri Beatrice Busi Deriu Giovanna Pastega e Renzo Parodi che si battono valorosamente per la causa, amici, conoscenti e sconosciuti mi segnalano di continuo imprenditori e/o possibili posti di lavoro.
E grazie a un’amicizia di Facebook sono riuscita ad aiutare G. che mi è stato presentato un mese fa a Rebibbia, angosciatissimo perché a pochi giorni dalla scarcerazione, senza famiglia e senza lavoro. G. ha 48 anni ed è un infermiere professionale con una lunga esperienza anche in Germania, mi affida il suo CV, mi chiede di farlo girare. Lo propongo su Fb, trovo una famiglia potenzialmente interessata ma invece poi niente, mannaggia.
Un giorno mi scrive Claudio Bottan (sant’uomo, grazie ancora) inviandomi una lista di 15 cooperative di infermieri che G. appena fuori comincia a contattare dando la massima disponibilità a trasferirsi ovunque. Nel frattempo Adele De Quattro e Lorenzo Giacco dell’Osteria degli Avvocati gli fanno fare qualche turno da cameriere e gli promettono di tenerlo finché non troverà un lavoro, il “suo” lavoro.
Oggi G. ha firmato un contratto a tempo indeterminato con una rinomata coop di infermieri, mi ha chiamato stasera per dirmelo e quasi balbettava per l’emozione. Pure io ?

Millenium Tech nel Carcere di Viterbo

Questi sono i primi sacchi per vele prodotti in sartoria da un gruppo di bravissimi detenuti. Grazie a Davide Innocenti della Milleniumtech di Prato, amico dai gloriosi tempi del Moro di Venezia. Qualche mese fa Davide ha dato fiducia al mio progetto, ha verificato di persona come lavorassero a Viterbo e subito ha affidato una commessa di centinaia tra sacchi e borse. Regalando occupazione e speranza all’organico della sartoria, potenziato per l’occasione.
Ho tante conoscenze nel mondo della vela e della nautica. Se qualcuno fosse intenzionato a seguire l’esempio di Milleniumtech può chiamarmi per andare insieme a visitare la sartoria del Mammagialla.

Terna

I posti di lavoro li cerco dappertutto: bar, ristoranti, supermercati, farmacie, centri sportivi, palestre, autofficine, aziende edili, agricole, grafiche, meccaniche, perfino funebri. Però per i detenuti con un diploma o con una laurea, magari presi in carcere, sogno il meglio. Perché accontentarsi ? E quindi 13 mesi fa ho cercato Massimiliano Paolucci, direttore relazioni esterne e sostenibilità di Terna, l’azienda che gestisce la rete elettrica italiana. Una goccia cinese lo avrebbe tormentato meno ? ma per fortuna si è convinto presto e grazie a lui, a Emilia Rio e a Roberto Giovannini, ogni ostacolo è stato superato.
Venti giorni fa Isabella Spina e Simona Sapio hanno visto 6 detenuti selezionati secondo le loro richieste, e cioè in possesso di laurea o diploma di perito elettronico, elettro-tecnico o informatico, con conoscenza e utilizzi dei principali applicativi Office. Il nome del prescelto è arrivato da poco: si tratta di M. 46 anni, di Spinaceto, che ha sempre lavorato nelle industrie farmaceutiche come tecnico specializzato e poi come tanti è finito vittima degli esuberi.
Terna gli ha offerto un contratto di 12 mesi presso la sede centrale (che è pure vicinissima a Rebibbia) dal lunedì al venerdì, dalle 7.45 alle 16.15, con la mansione di impiegato tecnico in ambito tecnologie. Non ho ben capito quello che andrà a fare, ma che soddisfazione vedergli brillare gli occhi sopra la mascherina quando gli ho dato la notizia. E che bello immaginare l’arrivo a Terna nel suo primo giorno di lavoro. Non me lo perderò.

Luzzi

A marzo, rinchiusa ai domiciliari nella sua casa al Tuscolano, E. patisce così tanto la povertà e la solitudine da chiedere di tornare in carcere. La Garante dei diritti dei detenuti di Roma coglie la voce, corre da lei e promette di aiutarla: in un paio di giorni le procura un lavoro da Luciano Luzzi, che ha due celebri trattorie al Colosseo e riaccende immediatamente la vita spenta di E.
E dunque poiché io, Gabriella Stramaccioni ed Enzo Lo Cascio siamo andati a cena da Luzzi, non potevamo non sfruttare ancora il suo cuore grande. Per farla breve, lunedì mattina Luciano verrà a Rebibbia per valutare alcuni candidati camerieri. Nel frattempo grazie a lui ogni giorno E. arriva al lavoro tutta truccata e sorridente.

Maxi Pioda

Sono arrivata a Stefano e Alessandro Pioda grazie al mio carissimo G, detenuto che per conto dell’Istituto Superiore di Sanità a febbraio è andato nel negozio di viale Ippocrate per una commissione. Già che c’era ha chiesto ai titolari se avessero bisogno di personale e ha esposto i benefici della legge Smuraglia. Pochi giorni dopo già facevamo i colloqui a Rebibbia, e a breve è arrivata la richiesta di assunzione per 4 detenuti.
R è il primo che ha ricevuto l’autorizzazione del magistrato di sorveglianza, ha 59 anni e fino alla settimana scorsa lavorava all’Ufficio Pacchi del Nuovo Complesso. Ora fa il fattorino, corre come un pazzo di qua e di là, dice Alessandro Pioda che è un gran lavoratore e non si ferma mai, è stato difficile perfino fargli questa foto. “Se il buongiorno si vede dal mattino l’acquisto è di altissimo livello”, mi ha scritto appena R ha cominciato a trottare. E ora aspettiamo le approvazioni per gli altri tre ??????

Residenze Argileto

A due passi dai Fori Imperiali e a tre dal Colosseo c’è Residenze Argileto, azienda di livello che mette in fila uno appresso all’altro albergo, Spa, ristorante e pizzeria al taglio. Quando due mesi fa li ho interpellati, Juan Francisco Montanari e Simona Tamburello hanno subito mostrato aperture: se la stagione davvero parte avremo bisogno di personale, e poi le agevolazioni della legge Smuraglia ci fanno comodo.
Ai colloqui Simona ha incontrato quattro detenuti e ieri ha chiesto di assumerne due per la cucina, intanto per quattro mesi. C. e P. hanno 29 e 48 anni, sono di Torpignattara e di Monte Compatri, oggi riceveranno questa bella notizia. Prima lavoravano nella ristorazione con una certa regolarità, ma a volte nemmeno una vita apparentemente priva di problemi ti preserva da quell’attimo di debolezza o di idiozia, da quella cazzata fatale che per un periodo più o meno lungo ti porterà a dare le capocciate al muro mentre ti chiedi perché sei stato così cretino.
C. e P. per fortuna sono oltre quella fase, nel 2023 saranno entrambi scarcerati. In attesa di quei momenti non esiste passatempo migliore di un lavoro onesto e onestamente retribuito in questo spettacolare angolo di Monti.

Federazione Nazionale Imprese di Pulizia

Primo giorno di lavoro per V. Un’emozione forte per noi due. Ci siamo conosciute la scorsa estate ma il lavoro lo cerchiamo da quando è stata scarcerata, a ottobre. Dalle parti sue, Dragona, Acilia, Axa, Infernetto, Palocco, Ostia, non abbiamo mai trovato niente. Abbiamo allargato le ricerche fino agli antipodi della via del Mare ma abbiamo fallito pure lì, del resto non c’erano agevolazioni economiche da offrire alle aziende, perchè la legge Smuraglia vale se assumi i detenuti, non gli ex. Poi mentre lo sconforto prendeva il sopravvento è avvenuto il miracolo.
Roberto Race e Sara Napolitano mi hanno presentato il presidente della Federazione Nazionale Imprese di Pulizia. E Carmine Esposito, uomo esente da pregiudizi, si è impegnato: “La prendo io”.
Oggi V. fa le pulizie in un importante fabbricato del centro di Roma, dalle 6 alle 9 del mattino, dal lunedì al venerdì. Vuol dire alzarsi alle 4 e percepire uno stipendio commisurato a tre ore quotidiane. Ma per cominciare va benissimo, un contratto di lavoro a tempo indeterminato era la conditio sine qua non per recuperare la patria potestà e per far tornare a casa le bambine, finalmente. L’avvocato ha già avuto mandato di attivarsi. Sara, Roberto e Carmine, siete stati una scoperta sorprendente. Grazie

Osteria degli Avvocati

Mai come ora so che tutto è relativo. I detenuti di Rebibbia, che prima mi sembrava vivessero esperienze dure e talvolta insopportabili, in queste settimane di bombardamenti e massacri mi appaiono in una condizione di sicurezza invidiabile.
Tra loro, quieto e amabile, c’è A. marocchino del 1990, moglie, due bambine, pregresse stagioni nelle cucine dei ristoranti d’Abruzzo e della riviera romagnola. Oggi era amareggiato perchè nei precedenti colloqui erano stati scelti altri ragazzi al posto suo e aveva dimenticato che chiusa una porta si apre un portone, non poteva immaginare che sarebbe scoccata la scintilla tra lui, Adele De Quattro e Lorenzo Giacco, i magnifici titolari della magnifica Osteria degli Avvocati a san Pietro, gli unici imprenditori (entrambi ex avvocati) che in questi mesi mi hanno cercato per primi grazie a Paolo Proietti.
L’incontro è durato dieci minuti, poi Adele ha detto a me e all’ispettore Cinzia Silvano che non serviva vedere altri, la persona che cercavano era proprio lui, A. specializzato nei primi piatti ma capace di fare tutto e ansioso di dimostrarlo.
La lettera d’intenti per richiedere al direttore del Nuovo Complesso Rosella Santoro l’assunzione a tempo determinato di A. è già partita, il consulente del lavoro del ristorante si occuperà delle agevolazioni offerte dalla legge Smuraglia agli imprenditori. Mentre Adele e Lorenzo si occuperanno di accogliere a braccia aperte un ragazzo che sta finendo di espiare la pena con pazienza e grinta. Sognando una vita da chef assieme a una famiglia che non ha mai smesso di aspettarlo.

Pioda Imaging

 Sono giorni di guerra e di cupezza quindi mi è parso rincuorante conoscere gente come Stefano Conti Pioda e suo figlio Alessandro, ai quali sono arrivata grazie al mio nuovo amico Gennaro De Rosa e al suo intuito.
Pioda Imaging, azienda storica di v.le Ippocrate (con uno stabilimento alla Romanina e uno a Firenze) fa grafica, stampa, legatoria e allestimenti. Coi titolari ci siamo capiti al volo. Si sono fatti spiegare i vantaggi economici della legge Smuraglia, hanno deciso di provare e sono venuti a fare i colloqui al Nuovo Complesso di Rebibbia, Istituto gestito da donne capaci e veloci.
Entrando al G8 i Pioda ipotizzavano di prendere un autista per le consegne e un legatore/tipografo. E invece dopo aver incontrato e valutato un piccolo gruppo di detenuti selezionati dalla direzione, adesso pensano di assumerne tre. Uno ha 70 anni, due quasi 60. Non proprio dei ragazzini. Ma cosa c’è di più bello di una SECONDA CHANCE che arriva quando non ci credi più?

Le Serre by ViVi

Grazie a Le Serre by ViVi di via della Camilluccia e alla collaborazione di Balduina’s.
Dopo i colloqui del 26 gennaio a Rebibbia, Le Serre ha deciso di assumere per sei mesi un detenuto utilizzando i benefici della legge Smuraglia.
M. è un fenomeno in cucina e farà l’aiuto cuoco. Era emozionato durante il nostro incontro, è emozionato ora che attende l’autorizzazione del magistrato, sarà emozionato tra alcune settimane quando affronterà il suo primo giorno di lavoro fuori dal carcere.
E siamo emozionate pure io, le titolari di ViVi e Cecilia dell’ ufficio stampa. Mi ha investito una strana ebbrezza quando ci siamo presentate e ho scoperto che condividiamo punti di vista e aspirazioni.
Chissà se adesso qualche altro imprenditore dal cuore e dagli orizzonti senza confini mi cercherà per dirmi… Vabbè dai vediamoci così ne parliamo, voglio provarci pure io ?
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